I tesori dell'Archivio di Stato. Parte II

Archivio di Stato di Reggio Emilia, corso Cairoli n. 6

21 aprile - 15 giugno 2018 - Mostre

Locandina_2018_Museo

     Lun. - Ven. h. 9,30 - 12,30

     Aperture straordinarie:

     Sabato 21 aprile     h. 17,00 - 20,00

     Domenica 22 aprile h. 17,00 - 20,00

Le sale del Museo dell'Archivio di Stato. II

                                                                                                                                         Gonfalone Carlotta Aglae

                                                                                                      

Proseguendo nell’opera di riallestimento del Museo d’Istituto, è ora la volta di completare la descrizione di piante, mappe e disegni collocati nella Sala sigilli.

     

I dodici mesi        

Di natura varia e composita, si va dalle grandi piante di Reggio di Giovanni Andrea Banzoli a quella ben più ridotta ma fondamentale di Luigi Manzotti e a quella del dipartimento del Crostolo, per arrivare alla piccola ma raffinata incisione dei dodici mesi dell’ anno.

         

      

   

                                                                                               Fante di Coppe

Alla collezione degli oggetti di varia natura si aggiungono materiali di insolito interesse: antiche carte da gioco e tabelloni per quelli che oggi si definiscono giochi da tavolo, documenti a loro modo utili a ricostruire un clima sociale e una attività tipografica in evoluzione.

 Re di Fiori           

 

Il più antico foglio datato del Pela il Chiù fu inciso da Ambrogio Brambilla nel 1589 e pubblicato a Roma da G. B. Panzera da Parma: esso divenne il modello cui si rifecero per i due secoli successivi tutti gli stampatori. Il primo Gioco dell’Oca: fu pubblicato nel 1598 a Roma dall’editore Lucchino.

Il grande successo di questi giochi ha fatto sì che in Italia l’offerta nel settore sia rimasta quasi immutata sicuramente per tutti i secc. XVII e XVIII.

           

         

      

                                                      Pela il chiù

La versione qui presente si differenzia dall’incisione del Brambilla per alcune caratteristiche: la disposizione dell'ovale in verticale invece che in orizzontale e la presenza, al centro, di una sola civetta al posto delle due incoronate che affiancavano i tre dadi nell’originale. Il gioco del Pela il Chiù rimase tra quelli maggiormente diffusi fino all’inizio del sec. XIX.

      

 Sigillo Guardia Nazionale


              

Con  i Sigilli diversi si concludono la catalogazione e la descrizione delle matrici  conservate presso il Museo d'Istituto.

        

            

            

                                                                                                              Sigillo Arte Falegnami

Il generico nome di questa raccolta di sigilli ne riflette la composita formazione. Il nucleo più antico è costituito da quello che si può chiamare dono Malaguzzi, che l’allora direttore dell’istituto Umberto Dallari descrisse come collezione formata a spese e cure del conte Malaguzzi Valeri e contenente pezzi importanti per la storia reggiana. Il dono fu formalizzato con regolari atti di consegna e di accettazione nel 1899, e l’esempio fu seguito anche da altri notabili ed enti reggiani.

       

            

          

Un altro consistente gruppo di matrici confluì nell’Istituto in osservanza di una circolare del 1900 Sigillo vescovo Manicardidel ministero dell’ Interno, che demandava espressamente agli Archivi di Stato la ricognizione e la raccolta di tutti i sigilli fuori uso degli uffici, sia dei governi cessati che di quello in essere, compresi nella propria circoscrizione, specificando di raccogliere anche quelli che fossero comunque rilevanti dal punto di vista puramente storico.

La raccolta dei Sigilli diversi si è quindi costituita attraverso doni, acquisti, versamenti e forse proprio la sua variegata composizione finisce per costituirne il punto di forza, offrendo una ampia panoramica della vita istituzionale e sociale della città per un arco di tempo che parte almeno dal sec. XVI e arriva agli anni ’70 del sec. XX.

            

      

         

           

              

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