Il territorio della provincia di Reggio

         Il periodo preso in esame per illustrate i molteplici assetti territoriali assunti, nel corso del tempo, dalla provincia di Reggio si apre con la metà del sec. XVIII, regnante Francesco III.
I domini degli Estensi si componevano ancora di più «stati», e tra essi, oltre al ducato di Modena, c’era quello di Reggio, il principato di Correggio e la contea di Novellara.

         Di lì a pochi anni di tutto ciò non rimaneva più nulla: le repubbliche napoleoniche divisero il precedente ducato di Modena e Reggio nei due distinti e autonomi dipartimenti del Panaro e del Crostolo, e sostituirono governatorati, giurisdizioni e podesterie con un’amministrazione pubblica che promanava dal governo centrale, e che gestiva e controllava il territorio attraver-so una capillare e ben strutturata rete di uffici statali ed enti pubblici territoriali.

         Il mutamento non era di lieve entità, e richiese anni e ripetuti tentativi per essere messo a punto. Il dipartimento del Crostolo, uno dei primi ad essere istituito, partecipò a questa progressiva elaborazione, o la subì a seconda del punto di vista, e quindi, nel periodo che va dal 1797 al 1814, numerosi furono gli assetti territoriali amministrativi che assunse.

         La Restaurazione che seguì non ignorò tutto questo intenso lavoro: fatte salve le restituzioni determinate dall’applicazione del «principio di legittimità», il ducato austro-estense dal 1815 fu diviso non più in «stati» ma in province, e i comuni che le componevano ricordavano assai da vicino i cantoni napoleonici. La semplificazione amministrativa fu acquisita una volta per tutte, la statalizzazione del potere politico si perfezionò e si consolidò: i feudi erano stati soppressi e indietro non si tornò più.

         Da quel momento in poi si può dire che si tratta solo di registrare gli aggiustamenti territoriali dovuti agli avvenimenti politici, e certo il più rilevante fu la nascita del Regno d’Italia nel 1861, ma la struttura fondamentale della provincia di Reggio non fu più sostanzialmente toccata, e così la troviamo anche ai nostri giorni. Per questo l’ultima distrettuazione riportata è del 1862.

         Le complesse vicende territoriali delle varie località ebbero spesso pesanti conseguenze sulla loro documentazione, per questo si è ritenuto opportuno seguirne in dettaglio i mutamenti: ignorando i fatti relativi alla storia del territorio, riuscirebbe talvolta incomprensibile la presenza o l’assenza di alcuni registri in determinati archivi.

         Le immagini dei quarantacinque comuni della provincia sono tratte dalla Biblioteca d’Istituto, e precisamente dalla Biblioteca Catelani, Cartoline illustrate della città e provincia di Reggio Emilia, 13 albums; una gran parte delle cartoline selezionate provengono da fotografie di Roberto Sevardi, e si sono imposte nella scelta per l’originalità delle inquadrature, e per la capacità di rendere “l’aria” del luogo. Vale quindi la pena di fornire qualche breve ragguaglio su questo grande professionista.

         Nato a Correggio nel 1865 da genitori ignoti, Roberto Sevardi arrivò alla fotografia in età adulta, e divenne uno dei più grandi fotografi reggiani, capace di tramandare fino ai giorni nostri il ritratto di una provincia che, agli inizi del secolo XX, viveva grandi trasformazioni dal punto di vista sociale, economico e culturale.

        Dilettante (come egli stesso amava definirsi), e autodidatta, solo nel 1915 scelse di de-dicarsi esclusivamente alla fotografia, trasformandola nella propria professione. Ottenne nume-rosi premi e riconoscimenti, e alcune sue fotografie furono pubblicate su riviste di grande diffu-sione; intensa fu anche l’attività editoriale locale, con le prime cartoline di vedute della città e della provincia. Nel 1935 si trasferì a Montecchio, e qui morì nell’estate 1940.

         Sevardi fu anche un ricercatore nella tecnica fotografica: dal viraggio seppiato alla carta colorata, dalla carta salata fino al filmato, e nel primo decennio del Novecento realizzò una se-rie di vedute dell’Appennino reggiano e dei castelli con la tecnica del “trasporto”.

 «Cartoline Catelani» PDF (580 Kb) Elenco Cartoline Catelani                         «Il territorio della provincia di Reggio Emilia» PDF (1 Mb) Copertina volume Territorio          

 

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