Fotografia Europea 2019 - Circuito Off

Archivio di Stato di Reggio Emilia, corso Cairoli n. 6 - Comune di Reggio Emilia

13 aprile - 7 giugno 2019 - Mostre

FE_2019 Locandina

      

    Lun. - Ven. h 9,30 - 12,30

     

    Aperture straordinarie

    Sabato 13 aprile      h. 17,00-20,00

    Domenica 14 aprile  h. 17,00 - 20,00

   

   

   

Fotografia Europea 2019

XIV EDIZIONE

       

LEGAMI

Intimità, relazioni, nuovi mondi

   

         Il tema di questa edizione di Fotografia Europea si presta a due interpretazioni primarie, una di carattere individuale, l'altra di carattere collettivo, che spesso naturalmente confluiscono in un unico alveo.

         Utilizzando come punto ideale di partenza la letteratura e la filosofia della fine del XVIII secolo, si potrebbe dire che in questa edizione si fronteggiano, e spesso si fondono, le suggestioni e le eredità di uno dei più bei romanzi della storia, "Le relazioni pericolose" di Choderlos de Laclos, e quelle del "Contratto sociale" di Henri Rousseau, vale a dire la tematiche delle relazioni umane in tutta la loro estensione, da quella affettiva, più naturalmente privata, a quella sociale, più naturalmente agita in ambito pubblico.

          Il senso del legame si manifesta a partire dalla sfera delle relazioni private e si allunga dunque su quelle pubbliche: il legame familiare può essere considerato come una sorta di primo nucleo di tale elaborazione, ed è noto quanto queste genere di relazioni sia, nella società contemporanea, sottoposto a continue mutazioni di prospettiva (come ha scritto Paul Ginsborg di recente: "Nelle società contemporanee si individua una prima dicotomia tra famiglie chiuse e aperte, tra nuclei familiari fondamentalmente concentrati su se stessi e autoreferenziali e altri orientati, almeno potenzialmente, all'esterno, verso la società civile").

Passerella

         Mutazioni che naturalmente si trovano, in modo ancor più evidente, nell'ambito pubblico, là dove il concetto di relazione, di legame, sfuma il carattere di intimità comunque sotteso al rapporto interpersonale, e accentua invece quello di comportamento sociale e più latamente politico. Non a caso, una delle definizioni più celebri di Rousseau affronta proprio questo specifico ambito: "Trovare una forma di associazione che difenda e protegga, mediante tutta la forza comune, la persona e i beni di ciascun associato e per mezzo della quale ognuno, unendosi a tutti, non obbedisca tuttavia che a se stesso e rimanga libero come prima".

Il        Il legame è sempre, ontologicamente da questo punto di vista, con l'altro da sé, è costruito su una relazione che tende a trasformare entrambi i soggetti. Dall'io si passa al noi, e dal noi si passa a noialtri, comprendendo l'altro da sé all'interno del proprio orizzonte, non solo ideale: la definizione di questi legami definisce la società nella quale ognuno di noi vive.

         Si tratta, con tutta evidenza, di un tema di straordinaria attualità, sia che lo si colleghi al passato (quanto hanno modificato il concetto stesso di legame col territorio, con lo spazio e con le persone, i fenomeni di inurbamento tuttora in corso su scala globale?) sia che lo si declini al futuro, all'evoluzione all'interno di una società come quella che va modellandosi in questo millennio (non più fantascienza ma realtà quotidiana, il legame con le macchine, con le intelligenze artificiali costringe a ulteriori riflessioni e revisioni del conosciuto).

         Da queste premesse si possono articolare infinite elaborazioni concettuali e visive, che dal punto di vista fotografico possono anche essere riassunte nel titolo di un recente volume dedicato agli ultimi sviluppi della fotografia, "L'immagine condivisa" di André Gunthert: là dove l'idea di una fotografia che modifica la propria natura avendo la condivisione come elemento intrinseco - un dato questo relativo al nuovo mondo creato dalla tecnologia - incide profondamente anche sul concetto di intimità (talvolta in senso drammaticamente negativo), così da contenere al proprio interno, ancora una volta, la riflessione sul significato del termine legame anche nella società odierna.

         Con il circuito Off di Fotografia Europea ogni luogo, anche il più nascosto, si trasforma in galleria d’arte. Il circuito OFF è la sezione libera e indipendente di Fotografia Europea che nasce dalla spontanea iniziativa delle persone. Dalla prima edizione del 2007 il circuito si è ampliato anno dopo anno, arrivando a coinvolgere tutto il tessuto urbano grazie alla partecipazione dei privati che organizzano, autonomamente, mostre ed eventi nella provincia di Reggio Emilia.

    

   

   

L'ISOLA DI PAN

Un altro Po

  

Arrivo all'isola         “Io ho queste cose sacre: – mi scandisce il Re del Po – io ho il Po, io ho la Natura, io ho i Bimbi ed io ho il Tempo; ti sembra una cosa piccolina, questa qui?”; ed io potevo solo immaginare (non avevo ancora visitato la sua creazione), dai disegni sui suoi quaderni, alcuni particolari. Un giorno d'inverno ho inseguito l'Isola di Pan e, quando l'ho trovata, ho trovato un altro mondo, ma che esiste realmente, costruito con la pazienza e la visionarietà che la vita sul fiume racconta ed insegna.

   

          06 aprile 2019-Oggi sono tornata a trovarlo e, come sempre, dopo pochi minuti sono arrivate visite...di sconosciuti, fino a quel momento. Il Re del Po li guida, senza mai interrompere i suoi racconti, nel cuore della sua isola – che chiama anche Jolanda, riferendosi alla figlia del Corsaro Nero – e, mostrando loro i luoghi a cui, lui stesso, ha dato un nome: l'Ottava Meraviglia, l'Arena, la Via dell'Amore. Racconta, il Re del Po, e incanta. Lo vedo dai loro occhi, siamo fortunati oggi, sono persone a cui piace ascoltare ed a cui piacciono le favole.

   

   

         Mi siedo sul bungee jumping (il mio preferito, da provare!), mi molleggio, si alza un po' di vento,Bungee jumping ancora freddo; sorrido. Il Re del Po sta raccontando che quando si arriva da lui, sulla sua isola “pensieri zero”: “ Voi tornerete all'età di 3 anni”, dice, ed è vero: li vedo arrampicarsi entusiasti sulle scalette, percorrere le passerelle fino alle piattaforme costruite sugli alberi, sorridenti, ci lanciano parole da lassù.

   

         Racconta, il Re del Po: l'isola di Pan è nata e cresciuta da 13 anni di lavoro ad oggi (oggi, che il Re non ha lavorato, distratto dalla nostra visita): “guarda, oggi avevo preparato questi pali per rinforzare quel mancorrente...beh lo farò domani”. “Ma domani forse piove, vieni qui ugualmente?”. “Non esiste il problema: acqua sotto ed acqua sopra!”.

         Il fiume Po fa parte di lui e della sua vita – è venuto a Boretto quando aveva 2 anni: ci racconta che sua madre preparava la tinozza con i panni da lavare, la caricava su di un carrettino, e sopra i panni metteva lui piccino, e trascorrevano la giornata in fiume, tornando a sera.

   

   

Ponte   

         Guardiamo il fiume e, sulla superficie, scende schiuma: finalmente l'acqua sta salendo, dopo molti giorni di mancanza di pioggia; “il Po ha sempre ragione quando sale; poi, quando scende, ho ragione io”: il Re del Po ha costruito una “architettura dei sogni”, come è stata definita durante un incontro a lui dedicato, quasi incredibile, se si pensa realizzato da un uomo solo, con pali e rami recuperati dal fiume.

   

         “L'anno scorso avevo costruito fino a qui, vedi?” E il Po, che non era d'accordo, me l'ha fatto capire: a novembre, con una piena di 7 metri, mi ha strappato via – intera! - questa parte di nave, intera! E, siccome è costruita bene, di certo è ancora sul fiume che va, chissà dove”. L'isola di Pan è anche nave, lo scoprirete, visitandola. Gli ospiti chiedono al Re del Po quanti anni abbia e lui, con un vezzo sorprendente: “Gli anni non ve li dico. Vi dico che sono del '42.”

   

   

         Ed io intanto immagino la piena, l'acqua che arriva a lambire l'argine e l'isola di Pan che sparisce, ed il Re del Po che, pacifico perché sa che è così, sale sul suo scafo, imbraccia i remi e raggiunge la più alta delle sue piattaforme aeree, affianca, lega e assicura la barca e si siede ad osservare in silenzio.

Passerella_Particolare         “Quest'anno la piena mi ha portato sabbia, vedi, il fiume mi ha fatto un regalo: non c'é più fango, la sabbia asciuga prima ed è meglio per i bimbi che vengono qui a giocare!”.

   

         Quando lo andrete a trovare, guardate le mani del Re del Po: vi diranno quanto ha costruito, e portato, e inchiodato. Il perché lo valuterete voi, io ne ho un'idea, che è di amore per la natura e di libertà. Saluto Alberto, che si è fatta ora di pranzo.

   

   

   

Pony

   

   

   

   

         Ah si, chiedendogli: “Come ti chiami?” potreste avere risposta “Lascia stare, io sono il Re del Po”.

  

   

  Erika Sereni é Architetto e Fotografa e vive e lavora a Colorno (PR). Ha partecipato alla XIV Biennale Giovani Artisti Europa e Mediterraneo nel 2009 a Skopje, al Circuito Off di Fotografia Europea, edizioni 2015, 2016 e 2018 a Reggio Emilia, all' Athens Photo Festival nel luglio 2015 e a numerosi concorsi e mostre collettive. Nel 2012 ha frequentato il Master di Fotografia Avanzata presso IED Milano.

   

   

   

   

Il

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www.asre.beniculturali.it

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